Infarto del miocardio

Riportiamo di seguito l’intervista al Dr. Ferdinando Maria Massari, dell’Unità Operativa di Malattie Cardiovascolari della Fondazione IRCCS Ca’Granda Ospedale Maggiore Policlinico.

Cosa è l’infarto?
Per infarto del miocardio si intende la sofferenza irreversibile (necrosi) di una parte di tessuto cardiaco secondario allo stop di flusso sanguigno in un ramo delle arterie coronariche, le arterie che portano sangue, ossigeno e nutrimento al muscolo cardiaco stesso.
Lo stop della circolazione coronarica si realizza perché un trombo (vale a dire un coagulo) si forma all’interno di una coronaria ostruendone il passaggio di sangue.

Quali sono i fattori di rischio?
In realtà dobbiamo distinguere i fattori di rischio ed i fattori scatenanti.
I fattori di rischio sono:
– l’età avanzata
– la familiarità (vale a dire papà, mamma, fratelli o sorelle che sono andati incontro ad un evento coronarico prematuramente prima dei 55 anni per gli uomini e 65 per le donne)
– il fumo
– l’ipertensione
– il diabete
– la dislipidemia (in particolare l’ipercolesterolemia)
– l’obesità
– le apnee notturne
– la menopausa
– lo stress cronico (tuttavia da non enfatizzare ma da intendere più come foriero di comportamenti anomali, vedi il fumo, o la alimentazione scorretta)

I fattori scatenanti sono innumerevoli:
–    un pasto copioso
–    il freddo ambientale
–    una bevanda fredda
–    uno stress acuto (arrabbiatura violenta, lutto, furto, aggressione ecc.)

Quali sono i sintomi dell’infarto miocardico?
Il sintomo caratteristico dell’attacco coronarico è il dolore toracico localizzato anteriormente, a livello dello sterno e della mammella sinistra, a carattere oppressivo, oppure urente (bruciore), oppure ancora a carattere costrittivo, come uno stringimento.
Il sintomo si trasmette spesso al collo e al braccio sinistro, la parte interna del braccio, sino alla mano sinistra, in particolare le ultime due dita della mano sinistra, l’indice e anulare.
Questo sintomo è spesso associato a sudorazione fredda , nausea, più raramente vomito.

Cosa fare quando insorgono sintomi sospetti per un infarto del miocardio?
In questi casi, sia che assistiamo chi soffre di questi sintomi sia che colpisca noi stessi, occorre mettersi in condizioni di riposo e chiamare o far chiamare il 118 per recarsi al più vicino Pronto Soccorso: infatti nel caso il dolore coincidesse effettivamente con un infarto del miocardio, la prima regola è intervenire nei tempi più rapidi.
La tempestiva riapertura della coronaria attraverso la angioplastica coronarica ed il contemporaneo posizionamento di uno STENT (in parole povere una piccola molletta che tiene aperta la coronaria dopo la dilatazione con il palloncino) garantiranno il recupero del tessuto sofferente ed una ripresa ottimale delle condizioni dell’individuo.
Se il paziente è già un “veterano” per problemi coronarici, allora dovrebbe tenere in tasca, o comunque a portata di mano, la compressa di nitroglicerina da far sciogliere sotto la lingua rimanendo sempre in posizione semisdraiata: comunque anche se il dolore si riduce nettamente o addirittura passa, vale sempre la pena farsi valutare al più presto in un Pronto Soccorso dotato di personale cardiologico adeguato ad affrontare l’iter diagnostico e terapeutico specifico.

Intervista di Eloisa Consales

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Intervista al Prof. Federico Lombardi
Direttore UOC Malattie Cardiovascolari, Fondazione IRCCS Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico, Professore Ordinario, Malattie dell’Apparato Cardiovascolare, Università degli Studi di Milano